Acqua ricca in ossigeno: proprietà e impieghi

Dott.ssa Michela Marinato

Articolo pubblicato su: L’ Accademia del Fitness, ottobre 2017, N.27

Sono sempre più numerosi gli studi che confermano l’importanza di una corretta ossigenazione dei tessuti. Il corpo umano é costituito per il 62% di ossigeno. A differenza del mondo vegetale, il mondo animale ha bisogno di bruciare ossigeno in ogni cellula per produrre l’energia necessaria a svolgere la sua funzione. Ovvio quindi che mantenere buono il livello di ossigenazione dei tessuti sia un obiettivo importantissimo sia per mantenere lo stato di salute sia per permettere la guarigione.

La pressione parziale di ossigeno nei tessuti deve essere maggiore di 70 mm di Hg: sotto i 60 mm di Hg abbiamo la cosiddetta ipossia cronica. In questo caso la cellula produce HIF un fattore di trascrizione che stimola il rilascio del  VEGF (fattore di crescita dell’endotelio vascolare ). È stato dimostrato che uno dei primi passi nella formazione di neoplasie è la sua sovrapproduzione da parte delle cellule tumorali. VEGF é anche coinvolto nell’artrite reumatoide, nella retinopatia diabetica, nell’enfisema polmonare, etc.
Anche NFKB é prodotto in seguito alla carenza di ossigeno a livello tissutale. Questo polipeptide svolge un ruolo chiave nei processi infiammatori, nelle patologie autoimmuni, nelle infezioni virali e batteriche e in molte altre patologie.

Quali possono essere i motivi per cui la quantità di ossigeno che arriva alla cellula risulta insufficiente?
Le cause di ipossia devono essere divise in due gruppi:

1) da carente apporto

2) da aumentata richiesta.

Il carente apporto di ossigeno può a sua volta dipendere da:

A) qualità dell’aria (inquinamento, ambienti confinati, scarsa PPO)
B) difetto di scambio gassoso a livello polmonare(BPPCO), asma, enfisema, anemia, stili di vita scorretti- quali sedentarietà, indumenti stretti, alti livelli di ansia e stress che portano ad una respirazione superficiale- apnee notturne ecc.
C) difetti della circolazione sanguigna (arteriopatie obliteranti, microangiopatia diabetica, atero sclerosi, infarto).

La aumentata richiesta è invece tipica della persona sana impegnata in pesanti attività lavorative, in particolare degli sportivi. Quando l’impegno fisico è elevato, l’organismo risponde cercando di fare affluire maggiore quantità di sangue ossigenato nel distretto interessato aumentando la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca,  la pressione arteriosa ; se c’è abbastanza  ossigeno a disposizione il mitocondrio, attraverso la fosforilazione ossidativa,  produce 36 molecole di  ATP ogni molecola di glucosio. Quando l’ossigeno non basta più, si innesca il metabolismo anaerobico di tipo fermentativo, le molecole di ATP prodotte sono solo 2 e si forma acido lattico con conseguente acidosi metabolica e dolore muscolare.

Questa lunga premessa era necessaria allo scopo di introdurre il vero argomento di questo articolo e cioè svelare l’esistenza di un modo “alternativo” di portare ossigeno alle cellule, bypassando l’apparato cardio polmonare.

Da alcuni anni in Ungheria e da poco tempo a Singapore, presso ospedali ed istituti governativi, sono in corso studi clinici riguardanti gli effetti sulla salute di una particolare acqua, contenente elevate quantità di ossigeno (18-25mg/L)stabile e biodisponibile che deve essere assunta per via orale o attraverso bagni di 50 minuti.

Queste sono le sue peculiarità :

1)l’ossigeno in essa contenuto è stabile (una volta aperta la bottiglia l’ossigeno decresce in cinque giorni solo del 6,5%)

2)l’ossigeno non viene introdotto dall’esterno, ma come ossigeno libero viene creato dall’acqua stessa attraverso una procedura elettro magnetica brevettata.
In pratica, l’acqua viene fatta passare attraverso campi elettromagnetici di frequenza specifica che provocano un cambiamento della struttura molecolare:

– I grossi clusters di acqua vengono rotti e si formano altri clusters più piccoli e più stabili formati da 6-9 molecole di acqua
– L’ossigeno che viene liberato per effetto dei campi elettrici, entra all’interno dei piccoli clusters e rimane disponibile come ossigeno non legato.
– Altro ossigeno e parte dell’idrogeno formano radicali OH che rendono l’acqua alcalina.

3) bevendo l’acqua, (500 ml x 1-3 volte nella giornata) o durante la balneoterapia a 38° per 50’, l’ossigeno viene assorbito rispettivamente dalla mucosa intestinale o per via trans-dermica e diffonde direttamente nella matrice extracellulare e da qui nelle cellule, bypassando la via ematica(1)

Tutto ciò, secondo gli studi svolti, ha un’ azione favorevole sulla salute attraverso la modificazione sia di  parametri psico fisiologici legati all’aumento della saturazione di ossigeno nei tessuti (2)  sia di parametri immunologici come l’aumento di NK e l’attivazione aspecifica dei linfociti T(3).
Quest’acqua ricca in ossigeno ha inoltre una  importante azione antiossidante e alcalinizzante(4) ed é a ciò che si devono gli  effetti positivi sulla velocità delle funzioni cognitive(5).
Risulta inoltre sorprendente che un’acqua così ricca in ossigeno non provochi nell’organismo stress ossidativo(6) ma anzi, abbia la proprietà di stimolare la produzione di ingenti quantità di fattori antiossidanti(7).

Tra il 2012 e 2015 è stato condotto uno studio randomizzato su pazienti sotto trattamento oncologico: il lavoro mirava a valutare gli effetti positivi dell’acqua ricca di ossigeno sul miglioramento della risposta terapeutica e sul controllo degli effetti collaterali  della radio e della chemioterapia. Irisultati sono promettenti(8).

Tra gli sportivi l’utilizzo di acqua ricca d’ossigeno è ormai molto diffuso, soprattutto a livello agonistico e negli “high intensity endurance sports“: essa facilita infatti il processo di recupero diminuendo la produzione di acido lattico epermette la riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa  aumentando la resa energetica.

Infine non è da trascurare l’importante azione antiaging: il primo passo per combattere lo stress ossidativo, alla base di tutti i processi di invecchiamento, è quello di ossigenare e alcalinizzare l’organismo. Questo si ottiene attraverso l’esercizio fisico, la respirazione corretta, l’alimentazione personalizzata che tenga conto della Bíotipologia del soggetto, la giusta integrazione di vitamine e antiossidanti e infine, ma non per ultimo, l’assunzione di 0,5/ 1,5 l al giorno di acqua ricca in ossigeno.

(1) (Sandor Kulin MD Istituto di Sanità bionergetica  e informativa, Budapest)
(2)(Semmelweis University Budapest: changes of registeredpsyco-physiological parameters by drinking water with high oxygen concentration. Marzo 2007)
(3)  (The effect of water with high oxygen concentration on the immune parameters on healthy volunteers, National Institute of Chemical Safety, September 2009)
(4)  (Study on the effect of water with oxygen concentration on antioxidant capacity National Institute of Chemical Safety, department of molecular and cell Biology Budapest, 01-EXP-10 2011)
(5) (Report about effects of water with high oxygen concentration on the speed of cognitive functions. Semmelweis University, Faculty of Physical Education and Sports Sciences. 2012)
(6)(Report on the examination of role of water with high oxygen concentration in reactive oxygen species generation in in vitro system,Hungarian  Academy of Science
(7)(Study on the effect of  water whith high oxygen concentration , National Institute of Chemical Safety, Budapest 2011)
(8) (TUKEB 535/2012, National institute of Oncology, Budapest)

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2 risposte a “Acqua ricca in ossigeno: proprietà e impieghi”

  1. Buongiorno,
    Ma gli studi eseguiti su pazienti oncologici , nello specifico a che benefici hanno portato?
    E su quali patologie oncologiche?
    Grazie

    1. Gentile Daniela,

      visitando la pagina Studi scientifici del sito internet Acquakaqun.it può trovare tutte le informazioni relative agli studi condotti su pazienti oncologici e sui benefici derivanti dal trattamento.
      Altre informazioni sull’argomento le può trovare sul sito internet Kaqun Europe.
      Può inoltre contattare direttamente il medico referente di Kaqun Italia, Dott.ssa Michela Marinato, autrice dell’articolo. Ecco i relativi contatti:
      Cellulare: 347 4919600
      email: michela@studiomarinato.it
      Grazie per averci contattati.

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