Benessere e Salute

L' importanza dell'ossigeno per la salute

I primi passi nel campo della ricerca sulla respirazione cellulare si devono a Otto Warburg (1883-1970), biochimico tedesco che ricevette nel 1931 il Premio Nobel per la fisiologia e la medicina grazie al suo straordinario lavoro di ricerca sulla correlazione tra ipossia, acidosi e cancro. 

L’intuizione di Warburg, che a lungo studiò la possibilità di sviluppare trattamenti con ossigeno disciolto in acqua, era corretta, ma le tecnologie usate, anche successivamente, consentivano solo la produzione di un’acqua caricata con ossigeno gassoso instabile in cui l’ossigeno veniva rapidamente perso rendendo impossibile rilevare alcun effetto terapeutico.

Approfondendo gli studi condotti da Otto Warburg, negli ultimi decenni gli scienziati hanno dimostrato l’importanza di una corretta respirazione cellulare, riconoscendo l’ipossia come una condizione alla base di numerose patologie. 

Tra il 2004 e il 2006, più di 500 pubblicazioni su varie riviste scientifiche di tutto il mondo hanno discusso sulla correlazione tra la mancanza di ossigeno e la trasformazione delle cellule sane in cellule tumorali. Molti studi scientifici suggeriscono infatti che, oltre ad influire negativamente sui risultati di chemio e radioterapia, la carenza di ossigeno nelle cellule, cioè l’ipossia, sia in parte responsabile della crescita incontrollata di alcuni tumori. (consulta studi)
La possibilità di fornire un’adeguata quantità di ossigeno alle cellule e, in particolare, quella di utilizzare l’ossigeno come trattamento è per questo un obbiettivo importantissimo, oggi sempre più largamente perseguito dalla medicina accademica. L’utilizzo di camere iperbariche o il ricorso a terapie mirate come quella dell’ozonoterapia ne sono un esempio. 

Ossigeno in forma liquida:

Un fondamentale passo avanti in tal senso lo si deve all’utilizzo di ossigeno nella sua forma liquida. Per “rifornire” la cellula di ossigeno, un ottimo vettore contenente ossigeno stabilizzato  da utilizzare s’è dimostrata essere proprio l’acqua. La forma liquida dell’ossigeno legato all’acqua consente infatti una rapidissima penetrazione nella cellula. Questo a patto però che la dimensione dei cluster di ossigeno sia sufficientemente piccola da penetrare la membrana cellulare.
Sfruttando una tecnologia all’avanguardia, brevettata e lungamente testata attraverso test clinici e di laboratorio, su volontari sani e malati, su animali e in vitro, l’acqua Kaqun consente il raggiungimento di tale obbiettivo, rispettando il “vincolo” imposto alla struttura molecolare.

L’acqua Kaqun non è un medicina né un dispositivo medico e, in alcun caso, essa può sostituirsi alle terapie prescritte dal medico. 

L’acqua Kaqun è piuttosto un importante, anzi, il principale alleato contro l’ipossia, cioè contro la carenza di ossigeno nella cellula: bypassando l’apparato cardio polmonare, essa fornisce infatti una quantità extra di ossigeno alle cellule, i cui benefici sono scientificamente dimostrati. 

Ipossia: cos'è e a cosa è dovuta

L’ipossia non è una malattia, bensì una condizione alla base di numerose patologie. Intesa come carenza di ossigeno nelle cellule, essa può dipendere da vari fattori. Le cause dell’ipossia possono in particolare essere distinte in due gruppi: da carente apporto e da aumentata richiesta. 

Il carente apporto di ossigeno può a sua volta dipendere da:

A) Qualità dell’aria  (inquinamento, ambienti confinati, scarsa PPO)
B) Difetto di scambio gassoso a livello polmonare: BPPCO, asma, enfisema, anemia, apneee notturne o stili di vita scorretti quali sedentarietà, dieta, alti livelli di ansia e stress che portano ad una respirazione superficiale
C) Difetti della circolazione sanguigna come arteriopatie obliteranti, microangiopatia diabetica, aterosclerosi, infarto, etc.

L’aumentata richiesta è invece tipica della persona sana impegnata in pesanti attività lavorative, in particolare degli sportivi. Quando l’impegno fisico è elevato, l’organismo risponde infatti cercando di fare affluire maggiore quantità di sangue ossigenato nel distretto interessato aumentando la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. 

Essendo l’ossigeno un elemento fondamentale per la vita della cellula e per il corretto funzionamento di ogni organo dell’organismo, è facile intuire i rischi e le problematiche connesse ad una condizione di ipossia.
Come detto, l’inquinamento dell’aria, lo stress, la vita sedentaria condotta in ambienti di lavoro chiusi o confinati, il fumo e l’obesità sono tra i più comuni fattori oggi alla base dell’ipossia, condizione nella quale, pur senza saperlo e con differenti livelli di gravità, in molti vengono a trovarsi. La perdita di memoria, la difficoltà a concentrarsi, l’affaticamento mentale e fisico a seguito anche di minimi sforzi, la stanchezza cronica, la sonnolenza, il sonno disturbato ne possono essere importanti spie. 

La  mancanza di ossigeno nel corpo ha infatti conseguenze negative per molte funzioni dell’organismo, causando, a seconda della gravità:

  • Acidosi
  • Infiammazione
  • Necrosi tissutale
  • Danni cellulari

Oltre a fornire una quantità extra di ossigeno alle cellule, l’acqua Kaqun svolge anche un’importante azione antiossidante e alcalinizzante. È inoltre sorprendente che un’acqua così ricca in ossigeno non provochi nell’organismo stress ossidativo, ma al contrario abbia la proprietà di stimolare la produzione di ingenti quantità di fattori antiossidanti.

Un maggiore apporto di ossigeno può portare a:

  • Miglioramento nell’assorbimento di cibo e di nutrienti, vitamine e minerali
  • Miglioramento generale dello stato di salute
  • Rafforzamento del sistema immunitario
  • Aumento della resistenza, della prontezza, dei riflessi e delle capacità intellettuali come concentrazione e memoria
  • Miglioramento del sistema nervoso
  • Ritorno ad un migliore equilibrio acido-base
  • Migliore risposta contro infezioni da batteri , virus, funghi.
  • Recupero più veloce in caso di infortunio, convalescenza o dopo un periodo di stress
  • Recupero delle naturali capacità di auto-guarigione del corpo, anche in caso di allergie o malattie degenerative.

Prolungare una condizione di ipossia significa aumentare le possibilità che da essa scaturiscano patologie anche molto gravi. Una possibilità che, con tempo, si fa sempre più probabile: se non c’è abbastanza ossigeno nelle cellule, prima o poi, alcune di queste malattie correlate allo stato di ipossia si manifesteranno con l’età.  Non è infatti un caso che il cancro si manifesti maggiormente nelle persone più anziane, così come numerose altre malattie degenerative.