Stress ossidativo, infiammazione e radicali liberi: cosa succede realmente nel corpo

Il termine stress ossidativo è oggi uno dei più ricorrenti nella ricerca biomedica e nella divulgazione scientifica legata a metabolismo, infiammazione e invecchiamento cellulare. In letteratura scientifica, viene definito come uno squilibrio tra la produzione di specie ossidanti e la capacità dei sistemi biologici di neutralizzarle, con possibile alterazione dei meccanismi cellulari e delle strutture molecolari fondamentali come lipidi, proteine e DNA . Questo concetto si inserisce all’interno della più ampia biologia redox, che studia l’equilibrio tra processi ossidativi e sistemi antiossidanti nell’organismo.

Stress ossidativo: in sintesi

Lo stress ossidativo è una condizione in cui nell’organismo si crea uno squilibrio tra la produzione di molecole reattive, chiamate radicali liberi, e la capacità del corpo di controllarle. Queste molecole si formano normalmente durante i processi metabolici, soprattutto quando le cellule producono energia, ma possono aumentare in alcune condizioni legate allo stile di vita o a fattori ambientali.

Quando la loro presenza diventa eccessiva rispetto ai sistemi di difesa naturali, possono interferire con il normale funzionamento delle cellule e dei loro componenti, come membrane, proteine e materiale genetico. Questo squilibrio viene associato anche a processi infiammatori, perché i due fenomeni tendono a influenzarsi a vicenda all’interno dell’organismo.

In termini semplici, si può immaginare lo stress ossidativo come una perdita di equilibrio nei meccanismi interni di regolazione cellulare, in cui alcune reazioni chimiche diventano prevalenti rispetto ai sistemi che normalmente le tengono sotto controllo.

Radicali liberi e specie reattive dell’ossigeno (ROS)

I cosiddetti radicali liberi sono molecole o atomi caratterizzati dalla presenza di elettroni non appaiati, condizione che li rende altamente reattivi. In biologia, si parla più correttamente di ROS (Reactive Oxygen Species), ovvero specie reattive dell’ossigeno, che includono:

  • superossido (O₂•−)
  • perossido di idrogeno (H₂O₂)
  • radicale ossidrile (•OH)

Queste molecole si formano naturalmente come sottoprodotti del metabolismo cellulare, in particolare nei mitocondri durante la produzione di energia. In condizioni fisiologiche controllate, i ROS non sono necessariamente dannosi: partecipano infatti anche a processi di segnalazione cellulare e difesa immunitaria.

Quando l’equilibrio si rompe: definizione di stress ossidativo

Lo stress ossidativo si verifica quando la produzione di ROS supera la capacità dei sistemi antiossidanti endogeni di mantenerli sotto controllo.

In questa condizione, le specie reattive possono interagire con componenti cellulari fondamentali come lipidi delle membrane cellulari, proteine strutturali ed enzimatiche, materiale genetico (DNA). Il risultato è una possibile alterazione della funzionalità cellulare e della comunicazione biologica interna . È importante sottolineare che il concetto moderno non descrive solo un danno, ma anche una alterazione del bilancio redox e della segnalazione cellulare.

Infiammazione: una risposta biologica complessa

L’infiammazione è una risposta fisiologica del sistema immunitario a stimoli percepiti come dannosi, come infezioni, lesioni o stress metabolico. Può essere:

  • acuta: risposta breve e protettiva
  • cronica: risposta persistente e meno risolta

A livello cellulare, l’infiammazione coinvolge numerosi mediatori chimici e cellule immunitarie che regolano la risposta dell’organismo. In condizioni di attivazione prolungata, l’infiammazione può associarsi a un aumento della produzione di ROS, creando una connessione funzionale con lo stress ossidativo.

Il legame tra stress ossidativo e infiammazione

Numerosi studi indicano che stress ossidativo e infiammazione non sono fenomeni separati, ma strettamente interconnessi.

Le specie reattive dell’ossigeno possono:

  • attivare vie di segnalazione cellulare legate alla risposta infiammatoria
  • influenzare la produzione di citochine
  • amplificare la risposta immunitaria in alcuni contesti biologici


Allo stesso tempo, i processi infiammatori possono aumentare ulteriormente la produzione di ROS, creando un circuito di retroazione. Questa relazione è oggi considerata uno dei nodi centrali nella comprensione di numerosi processi fisiologici e patologici.

Stress ossidativo e “stress cellulare”: il concetto di equilibrio

La ricerca contemporanea tende a descrivere lo stress ossidativo non solo come condizione patologica, ma come parte di un continuum biologico.

In questo modello si distinguono:

  • eustress ossidativo: livelli fisiologici utili alla segnalazione cellulare
  • distress ossidativo: livelli elevati associati a danno molecolare

Questa distinzione evidenzia che i ROS non sono esclusivamente “negativi”, ma dipendono dal contesto e dall’equilibrio complessivo del sistema biologico .

Conclusione: un equilibrio dinamico, non uno stato fisso

L’organismo umano non funziona in condizioni statiche, ma attraverso un continuo adattamento tra produzione di specie reattive e sistemi di controllo. Lo stress ossidativo e l’infiammazione devono quindi essere interpretati come processi dinamici di regolazione biologica, il cui significato dipende dal contesto, dalla durata e dall’intensità.

In tutto questo, l’ossigeno gioca un ruolo fondamentale: L’importanza dell’ossigeno per la salute

Sport, ATP e recupero: come Acqua Kaqun supporta energia, performance e riduce l’acido lattico

DETTAGLI ALLEGATO Sport-ATP-e-recupero-come-Acqua-Kaqun-supporta-energia-performance-e-riduce-lacido-lattico
DETTAGLI ALLEGATO Sport-ATP-e-recupero-come-Acqua-Kaqun-supporta-energia-performance-e-riduce-lacido-lattico

Sport- ATP e recupero post allenamento: il ruolo dell’ossigeno e i benefici di Acqua Kaqun

Sport- ATP e recupero- L’ossigeno è essenziale per produrre ATP, cioè la principale fonte di energia cellulare. Una carenza di ossigeno limita il metabolismo aerobico, aumenta l’accumulo di acido lattico e rallenta il recupero post-allenamento.

L’Acqua Kaqun, grazie al suo ossigeno biodisponibile e stabile, rappresenta un supporto scientificamente documentato per aumentare energia, migliorare resistenza e accelerare il recupero, sia negli sportivi amatoriali sia a livello agonistico.

Più ossigeno significa più ATP e meno acido lattico

Il corpo umano necessita di ossigeno per produrre energia. Se l’ossigeno a disposizione è sufficiente, i mitocondri generano 36 molecole di ATP per molecola di glucosio attraverso la fosforilazione ossidativa.
Quando l’ossigeno non basta, si attiva il metabolismo anaerobico, che produce solo 2 molecole di ATP e genera acido lattico, causando affaticamento, dolore muscolare e acidosi metabolica.

Consumare regolarmente Acqua Kaqun permette di mantenere alti livelli di ossigenazione dei tessuti, riducendo l’accumulo di acido lattico e migliorando la produzione di ATP durante l’attività fisica.

Leggi lo studio: Kaqun in Sports – Dr. Agota Lenart, PhD Head of Department of Psychology, Associate Professor, University of Physical Education

Benefici per sportivi agonisti e ad alta intensità

  • Favorisce il recupero muscolare e la riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa post-allenamento
  • Migliora la resa energetica e la performance negli sport di resistenza e ad alta intensità
  • Supporta sportivi professionisti durante allenamenti e pre-gara

Applicazioni per tutti: metabolismo, sovrappeso e obesità

Oltre agli sportivi, l’ossigeno biodisponibile supporta anche chi ha metabolismo rallentato, sovrappeso o obesità. Il basso flusso sanguigno nei tessuti adiposi può causare ipossia più grave: più ossigeno significa più glucosio bruciato, maggiore produzione di ATP e stimolo al metabolismo.

  • Riduzione dello stress ossidativo
  • Accelerazione della combustione del glucosio
  • Supporto fisiologico per dimagrimento e metabolismo più attivo
  • Riduzione dei fenomeni di infiammazione correlati a ipossia e resistenza all’insulina

FAQ – Domande frequenti

1. Kaqun aumenta le prestazioni sportive?
Supporta produzione di ATP, ossigenazione dei tessuti e recupero, migliorando resistenza e energia, ma non è un integratore farmacologico.

2. Quanti bicchieri al giorno?
Gli studi suggeriscono 1–2 bicchieri al giorno per osservare benefici documentati.

3. È utile anche per persone non agoniste?
Sì, chi pratica sport amatoriale o vuole stimolare metabolismo e energia può trarne vantaggio.

Stanchezza cronica e Acqua Kaqun: come l’ossigeno biodisponibile aumenta energia e vitalità

stanchezza cronica carenza di ossigeno
stanchezza cronica carenza di ossigeno
stanchezza cronica carenza di ossigeno

La stanchezza cronica ossigenodipendente è spesso legata a una ridotta ossigenazione dei tessuti, che limita la produzione di ATP nei mitocondri e rallenta il recupero fisico e mentale. Chi soffre di questa condizione può sperimentare affaticamento costante, scarsa concentrazione e lentezza nel recupero dopo attività fisica o mentale.

L’Acqua Kaqun, grazie al suo ossigeno biodisponibile e stabile, rappresenta un supporto scientificamente documentato per aumentare energia, migliorare metabolismo e sostenere la funzione cellulare.

Cause della stanchezza cronica ossigeno-dipendente

Fattori principali

  • Ridotta ossigenazione dei tessuti per sedentarietà o stress
  • Disfunzioni mitocondriali
  • Condizioni metaboliche subcliniche
  • Carenze di nutrienti essenziali

Sintomi tipici

  • Affaticamento persistente
  • Scarsa concentrazione mentale
  • Recupero lento da esercizio o stress
  • Sensazione di debolezza generalizzata

Effetti biologici

La scarsa ossigenazione riduce l’efficienza dei mitocondri, compromette la produzione di ATP e aumenta lo stress ossidativo, portando a una sensazione di stanchezza cronica. Gli studi Kaqun mostrano che il consumo regolare di Acqua Kaqun può migliorare la funzione cellulare e il metabolismo aerobico (PubMed study).

Come Kaqun aiuta a recuperare energia e vitalità

Tecnologia Kaqun

  • Ossigeno biodisponibile: 18–25 mg/L
  • Struttura molecolare stabile e facilmente assimilabile
  • Nessun gas aggiunto artificialmente
  • Supportata da studi scientifici pluriennali (qui tutta la bibliografia studi consultabile)

Benefici principali

  • Miglior produzione di ATP e energia cellulare
  • Supporto al metabolismo aerobico
  • Riduzione dello stress ossidativo
  • Recupero più rapido da affaticamento fisico e mentale

Applicazioni pratiche

  • Persone con affaticamento cronico
  • Chi desidera aumentare energia e concentrazione
  • Supporto naturale per chi affronta attività fisica o mentale intensa

La stanchezza cronica ossigeno-dipendente può limitare energia, concentrazione e benessere. L’Acqua Kaqun, grazie al suo ossigeno biodisponibile, rappresenta un supporto scientificamente documentato per migliorare l’ossigenazione dei tessuti, aumentare la produzione di ATP e favorire recupero e vitalità.

Domande frequenti

1. Kaqun può sostituire farmaci o integratori per la stanchezza cronica?
No, è un supporto fisiologico naturale e documentato scientificamente.

2. Quali effetti posso aspettarmi?
Miglior energia percepita, maggiore vitalità e supporto al metabolismo cellulare (PubMed study).

3. Quanto tempo serve per notare benefici?
Gli studi indicano effetti osservabili già dopo circa 3 settimane di consumo regolare.

4. Chi può beneficiare di Kaqun?

  • Persone con affaticamento cronico
  • Sportivi e lavoratori con alta richiesta energetica
  • Chi desidera migliorare la funzione cellulare generale

Diabete e Acqua Kaqun: come l’ossigeno biodisponibile supporta il metabolismo

ossigeno diabete
ossigeno diabete
ossigeno diabete

Nei pazienti con diabete, l’ossigeno disponibile nei tessuti può essere insufficiente, compromettendo il metabolismo cellulare e la produzione di ATP, la principale fonte energetica dell’organismo. Questa condizione può aumentare affaticamento, rallentare il recupero e incidere sulla qualità della vita.

L’Acqua Kaqun, grazie all’ossigeno biodisponibile e stabile, rappresenta un supporto scientificamente documentato per migliorare l’ossigenazione dei tessuti, ottimizzare la produzione di energia e favorire il benessere metabolico. Studi clinici mostrano come Kaqun possa sostenere fisiologicamente il metabolismo cellulare dei pazienti con diabete.

Il ruolo dell’ossigeno nel diabete

Funzione mitocondriale e produzione di ATP

I mitocondri utilizzano l’ossigeno per produrre ATP attraverso la respirazione cellulare aerobica. Nei pazienti con diabete e livelli di ossigeno insufficiente:

  • diminuisce la produzione energetica
  • aumenta lo stress ossidativo
  • rallenta il recupero cellulare

L’ossigeno biodisponibile contribuisce a migliorare l’efficienza mitocondriale e a favorire il metabolismo aerobico.

Effetti sulla glicemia e sul metabolismo

Sebbene Acqua Kaqun non sia un farmaco e non sostituisca le terapie per il diabete, gli studi indicano che il supporto all’ossigenazione dei tessuti può:

  • migliorare il metabolismo dei nutrienti
  • favorire l’efficienza energetica cellulare
  • ridurre l’affaticamento associato a disfunzioni metaboliche

Come Acqua Kaqun supporta il metabolismo in caso di diabete e scarsi livelli di ossigeno

Tecnologia Kaqun

  • Ossigeno biodisponibile: 18–25 mg/L
  • Struttura molecolare stabile
  • Assorbimento ottimale attraverso la mucosa intestinale
  • Supporto scientifico con oltre 20 anni di ricerca

Benefici documentati

  • Miglioramento della produzione di ATP
  • Ottimizzazione della funzione mitocondriale
  • Riduzione dello stress ossidativo
  • Supporto fisiologico senza sostituire terapie mediche

Gli effetti dell’acqua arricchita con ossigeno stabile come terapia coadiuvante nei pazienti con diabete di Tipo 2 

Il diabete mellito è associato ad una carente ossigenazione dei tessuti (ipossia tissutale). A sua volta, l’ipossia viene associata ad una disfunzione mitocondriale che aumenta lo stress ossidativo e l’iperglicemia. Nel caso di pazienti diabetici, la terapia di ossigenazione in camera iperbarica ha dimostrato di migliorare la sensibilità all’insulina nel paziente. Tuttavia, si tratta di una terapia alla quale il paziente non può, per diversi motivi, essere sottoposto in modo regolare. Il presente studio ha quindi valutato gli effetti dell’acqua ad alto contenuto di ossigeno in forma stabile (Kaqun – ELO) sulla funzione mitocondriale in presenza di ambienti normali o ad alto contenuto di glucosio, nonché come come terapia ipoglicemizzante per l’uomo. 
Dallo studio è emerso che acqua Kaqun, aumentando il livello di ossigeno nel sangue arterioso, contrasta la riduzione della massa mitocondriale indotta dalla iperglicemia e la disfunzione mitocondriale. Acqua Kaqun risulta quindi essere una efficace terapia adiuvante contro il diabete di tipo 2.

Changi General Hospital, SingaporeLeggi lo studio

Ipossia cellulare e Acqua Kaqun: come aumentare l’ossigenazione dei tessuti

Ipossia cellulare

Ipossia cellulare

L’ipossia cellulare è una condizione in cui i tessuti dell’organismo ricevono meno ossigeno del necessario per svolgere correttamente le funzioni cellulari. Questa carenza può derivare da vari fattori: stili di vita intensi, stress cronico, ambienti con bassa ossigenazione, oppure alterazioni metaboliche e patologiche. La ridotta disponibilità di ossigeno influisce sul metabolismo cellulare, sulla produzione di ATP e sulla capacità di rigenerazione dei tessuti, con possibili effetti su energia, concentrazione e benessere generale. L’acqua Kaqun, sviluppata con oltre 20 anni di ricerca medica e scientifica, è un’acqua ricca di ossigeno stabile e biodisponibile. Studi clinici e pubblicazioni scientifiche mostrano come il consumo regolare di Kaqun possa sostenere fisiologicamente l’ossigenazione dei tessuti, contribuendo al benessere cellulare.

Cos’è Acqua Kaqun e come funziona

Acqua Kaqun non è una semplice “acqua ossigenata”. Grazie a un processo elettromagnetico brevettato, l’ossigeno viene integrato nella struttura molecolare dell’acqua, creando una forma stabile e facilmente assimilabile. La concentrazione può raggiungere 18–25 mg/L di ossigeno biodisponibile. Questa configurazione consente all’ossigeno di essere assorbito attraverso la mucosa gastrointestinale e di raggiungere i tessuti in modo più efficace rispetto all’ossigeno gassoso tradizionale.

Differenze rispetto ad altre acque

  • Ossigeno stabile e non volatile
  • Nessun gas aggiunto artificialmente
  • Biodisponibilità cellulare testata in studi clinici
  • Supporto scientifico consolidato con oltre 20 anni di ricerca (kaqun.hu/scientific-background)

Approfondisci – Perchè Kaqun è differente da tutte le altre acque ricche di ossigeno presenti sul mercato

Ipossia cellulare: cause, sintomi ed effetti

Cause principali

  • Stress e sedentarietà: riduzione della perfusione dei tessuti
  • Inquinamento ambientale o altitudine: minore disponibilità di ossigeno nell’aria
  • Alterazioni metaboliche: iperglicemia, disfunzioni mitocondriali
  • Patologie croniche: malattie cardiovascolari, respiratorie o metaboliche

Sintomi comuni

  • Affaticamento cronico
  • Difficoltà di concentrazione
  • Recupero lento da esercizio fisico o stress
  • Ridotta capacità di risposta immunitaria

Effetti biologici

La mancanza di ossigeno nei tessuti riduce l’attività mitocondriale e la produzione di ATP, portando a uno stato di energia limitata e stress ossidativo. Una migliore ossigenazione cellulare supporta il metabolismo aerobico e il funzionamento delle cellule immunitarie.

Applicazioni pratiche dell’ossigeno biodisponibile

Benessere generale

  • Riduzione dell’affaticamento cronico
  • Migliore energia e concentrazione
  • Supporto alla funzione immunitaria

Sport e performance

  • Miglior metabolismo aerobico
  • Riduzione della produzione di acido lattico
  • Recupero più rapido dopo allenamento intenso

Contesto clinico

  • Supporto fisiologico in condizioni di ipossia subclinica
  • Ottimizzazione dei processi cellulari durante periodi di stress o recupero

FAQ – Domande frequenti

1. Kaqun può sostituire ossigenoterapia o farmaci?
No. Kaqun è un supporto fisiologico e non sostituisce trattamenti medici.

2. Quali sono i benefici scientificamente dimostrati?
Miglioramento dell’attività immunitaria, supporto al metabolismo aerobico e aumento dell’ossigenazione tessutale (PubMed study).

3. Chi può trarre vantaggio dall’acqua Kaqun?
Chiunque voglia migliorare la propria ossigenazione cellulare: sportivi, persone con affaticamento cronico, chi vive in ambienti poco ossigenati.

4. Quanto tempo serve per notare effetti?
Gli studi mostrano effetti osservabili già dopo 21 giorni di consumo regolare.

5. Dove posso consultare gli studi scientifici condotti su Acqua Kaqun?
maggiori?
Tutti gli studi scientifici condotti su Acqua Kaqun sono consultabili nell’apposita sezione presente sul sito.

Come smaltire l’alcol nel sangue: l’acqua ad alto contenuto di ossigeno può aiutare?

Capace di alleviare i sintomi del “dopo sbronza”, l’acqua ad alto contenuto di ossigeno stabile e bio disponibile può avere effetti positivi anche per quanto riguarda la velocità con cui l’organismo riesce a smaltire l’alcol

É noto come l’acqua ricca di ossigeno assunta per bocca ed assorbita attraverso l’apparato digerente aumenti la quantità di ossigeno presente a livello della vena porta. Un  nuovo studio condotto dal College of Pharmacy della Chungnam National University ha indagato come l’acqua ricca di ossigeno possa facilitare l’ossidazione ( e quindi l’eliminazione) dell’alcool nel fegato grazie al maggior apporto di ossigeno attraverso la vena porta.

Guidare con concentrazioni di alcol nel sangue superiori a quelle prescritte per legge può avere gravi conseguenze sia dal punto di vista della sicurezza stradale che delle ripercussioni in fatto di multe e sanzioni. Prima di mettersi al volante dopo aver bevuto, occorre smaltire l’alcol fino a raggiungere i livelli massimi consentiti per legge.

Cos’è il tasso alcolemico

Il tasso alcolemico (TA), o alcolemia, misura la quantità di alcol (etanolo) presente nel sangue. Comunemente espresso in grammi per litro (g/l), questo valore può essere determinato tramite un esame del sangue o, più semplicemente, attraverso l’etilometro, mediante il cosiddetto “alcol test”.

Cosa prescrive il Codice della Strada

Modificato con il recente aggiornamento del Codice della Strada, l’Articolo 186 disciplina la guida in stato di ebbrezza, distinguendo tra quattro possibili scenari:

– TA fino a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue;
– TA superiore a 0,5 g/l ma non superiore a 0,8 g/l;
– TA superiore a 0,8 g/l ma non superiore a 1,5 g/l;
– TA superiore a 1,5 g/l;

Il superamento dei limiti sopra descritti comporta, a seconda dei casi, sanzioni più o meno pesanti, fino all’arresto da 8 a 18 mesi e la confisca veicolo.

Quanto tempo occorre per smaltire l’alcol nel sangue?

La risposta dipende da vari fattori, tra cui, oltre alla quantità di alcol assunto, anche l’età, il sesso ed il peso del conducente. Tuttavia, un recente studio ha indagato l’effetto dell’acqua con alti livelli di ossigeno nello smaltimento delle bevande alcoliche. I risultati dimostrano che, poiché l’ossigeno disciolto accelera significativamente la riduzione delle concentrazioni di alcol nel sangue, l’acqua ad alto contenuto di ossigeno stabile può avere effetti positivi sulla velocità con cui l’organismo è in grado di smaltire l’alcol.

Lo studio condotto dal College of Pharmacy della Chungnam National University

Lo studio esamina l’effetto che l’acqua con alti livelli di ossigeno disciolto ha nella velocità con cui l’organismo riesce a smaltire l’alcol nel sangue. Attraverso un esperimento controllato con 15 partecipanti, sono state testate diverse combinazioni di bevande con livelli variabili di ossigeno. I risultati suggeriscono che l’ossigeno disciolto accelera significativamente la riduzione delle concentrazioni di alcol nel sangue. Più nel dettaglio, è stata utilizzata un’analisi non compartimentale per valutare le differenze nei parametri farmacocinetici. Inoltre, sono stati calcolati i tempi necessari affinché il BAC (concentrazioni di alcol nel sangue) scendesse rispettivamente allo 0,05% e allo 0,03%. I risultati delle comparazioni di questi parametri mediante ANOVA sono riportati nella Tabella 2.

Consulta lo studio

Altri Studi su Kaqun

Kaqun, uno studio ne conferma l’utilità per il trattamento di pazienti con diabete Tipo 2

Valutati la sua capacità di aumentare il livello di ossigeno nei tessuti nonché l’effetto protettivo sulla riduzione della massa mitocondriale e della disfunzione mitocondriale indotta dall’iperglicemia, l’acqua Kaqun s’è dimostrata un’efficace terapia adiuvante per il diabete di tipo 2. Ecco i dati emersi da un recente studio 

L’acqua Kaqun aumenta i livelli di ossigeno nel sangue arterioso, sembra avere un effetto protettivo sulla riduzione della massa mitocondriale e della disfunzione mitocondriale indotta dall’iperglicemia e può essere un’efficace terapia adiuvante per il diabete di tipo 2. Queste le conclusioni di uno studio condotto dai ricercatori del Changi General Hospital di Singapore sull’effetto dell’acqua Kaqun.


I ricercatori hanno valutato gli effetti dell’acqua stabilmente arricchita con ossigeno (ELO è il marchio con cui Kaqun viene distribuita in Asia) sui pazienti con diabete di tipo 2 per aumentarne i livelli nel sangue arterioso, sulla funzione mitocondriale in presenza di ambienti con glucosio normale o alto e come terapia ipoglicemizzante negli esseri umani. “Abbiamo dimostrato – spiegano gli autori – che bere acqua arricchita di ossigeno ELO è in grado di aumentare i livelli di ossigeno arterioso. È probabile che l’ossigeno nell’acqua ELO sia stato trasportato attraverso l’intestino nel flusso sanguigno attraverso le acquaporine che trasportano sia acqua che ossigeno. Abbiamo anche scoperto – continuano i ricercatori –  che i tassi di respirazione mitocondriale erano elevati nelle cellule coltivate in acqua ELO, come evidenziato da tassi di consumo di ossigeno più elevati associati alla respirazione basale e alla respirazione legata all’ATP, probabilmente facilitata dall’ambiente arricchito di ossigeno. 

Come anticipato, dalla ricerca è emerso in particolare l’effetto protettivo sulla riduzione della massa mitocondriale e della disfunzione mitocondriale indotta dall’iperglicemia, suggerendo l’uso di acqua Kaqun per il trattamento di pazienti con diabete di tipo 2. “È stato dimostrato – si legge nello studio – che l’inversione dell’ipossia migliora la capacità secretiva dell’insulina, la resistenza all’insulina e la funzione delle cellule beta. Nel nostro studio, l’acqua ELO ha ridotto significativamente l’HbA1c anche nei soggetti con diabete per almeno 10 anni”.

Qui sotto la traduzione in italiano dell’abstract.

NB: la ricerca fa riferimento nello specifico a “ELO water”, brand col quale Kaqun viene commercializzata in Asia. Kaqun Water e ELO Water sono lo stesso prodotto.

Contesto
Il diabete mellito è associato ad un inadeguato apporto di ossigeno ai tessuti. L’ipossia cellulare è associata a disfunzione mitocondriale che aumenta lo stress ossidativo e l’iperglicemia. La terapia di ossigenazione iperbarica, che ha dimostrato di migliorare la sensibilità all’insulina, non è pratica per un uso regolare. Abbiamo valutato gli effetti dell’acqua stabilmente arricchita con ossigeno (acqua ELO) per aumentare i livelli di ossigeno nel sangue arterioso, sulla funzione mitocondriale in presenza di ambienti con glucosio normale o alto e come terapia ipoglicemizzante negli esseri umani.

Metodi
Abbiamo confrontato i livelli di ossigeno nel sangue arterioso nei ratti Sprague-Dawley dopo 7 giorni di ELO ad libitum o consumo di acqua del rubinetto. Test di stress mitocondriale e analisi citofluorimetrica della massa mitocondriale e del potenziale di membrana sono stati eseguiti su cellule HepG2 umane coltivate in quattro terreni Eagle Medium modificati di Dulbecco, realizzati con acqua ELO o acqua normale (controllo), a livelli normali (5,5 mM) o alti ( 25 mM) concentrazioni di glucosio. Abbiamo anche randomizzato 150 adulti con diabete di tipo 2 (età media 53 anni, emoglobina glicata HbA1c 8,9% [74 mmol/mol], durata media del diabete 12 anni) a bere 1,5 litri al giorno di acqua ELO in bottiglia o acqua potabile.

Risultati
L’acqua ELO ha aumentato significativamente la tensione arteriosa dell’ossigeno pO2 (335 ± 26 contro 188 ± 18 mmHg, p = 0,006) rispetto all’acqua del rubinetto. Nelle cellule coltivate in acqua di controllo, la massa mitocondriale e il potenziale di membrana erano entrambi significativamente inferiori con glucosio 25 mM rispetto a glucosio 5,5 mM; al contrario, la massa mitocondriale e il potenziale di membrana non differivano significativamente a concentrazioni di glucosio normali o elevate nelle cellule coltivate in acqua ELO. L’ambiente ad alto contenuto di glucosio ha indotto una maggiore perdita di protoni mitocondriali nelle cellule coltivate in acqua ELO rispetto alle cellule coltivate nel mezzo di controllo con concentrazione di glucosio simile. Negli adulti diabetici di tipo 2, l’HbA1c è diminuito significativamente (p = 0,002) dello 0,3 ± 0,7% (4 ± 8 mmol/mol), con acqua ELO dopo 12 settimane di trattamento, ma è rimasto invariato con il placebo.

Conclusioni
L’acqua ELO aumenta i livelli di ossigeno nel sangue arterioso, sembra avere un effetto protettivo sulla riduzione della massa mitocondriale e della disfunzione mitocondriale indotta dall’iperglicemia e può essere un’efficace terapia adiuvante per il diabete di tipo 2.

Puoi trovare maggiori informazioni sulla correlazione tra diabete e ipossia visitando questa pagina.

 

State College, USA: apre il nuovo Vitality Wellness Club, centro fitness high-tech con bagni in vasca Kaqun

Il centro offrirà ad atleti professionisti e non solo una varietà di strumenti per l’allenamento ed il recupero, tra cui trattamento con luce rossa, ossigenoterapia iperbarica, saune e bagni in vasca con Acqua Kaqun. Alla guida due campioni olimpici…

Originale pubblicato su CENTRE DEALY TIME

I bagni in vasca con Acqua Kaqun saranno tra i trattamenti offerti dal nuovo Vitality Wellness Club di Garner Street, innovativo centro fitness high-tech prossimo all’apertura nello State College, in Pennsylvania (USA). Il centro offrirà ad atleti professionisti e non solo una varietà di strumenti per l’allenamento ed il recupero, tra cui trattamento con luce rossa, ossigenoterapia iperbarica, saune e terapia con Acqua Kaqun.

Ad orchestrare il tutto saranno il lottatore Kyle Dake, oggi impegnato negli allenamenti in vista delle Olimpiadi di Parigi, e David Taylor, campione olimpico ai Giochi di Tokyo 2020 recentemente assunto come capo allenatore della squadra di wrestling dell’Oklahoma State. 

Abby Drey adrey@centredaily.com

Uno studente universitario potrebbe mantenersi in forma attraverso un allenamento mirato, mentre un giocatore di football del liceo che si sta riprendendo da un infortunio e un settantenne con una piaga da decubito potrebbero trarre beneficio da un bagno in Kaqun ha detto Kyle Dake.

Uno dei servizi offerti dal nuovo Vitality Wellness Club sarà infatti quello dei bagni in vasca con acqua Kaqun, trattamento che combina l’ossigenoterapia, la terapia della luce e la terapia del calore in un unica soluzione. “In un primo momento – ha spiegato Dake –  sembra di entrare in una vasca idromassaggio: l’acqua calda rilassa i muscoli e le diverse impostazioni di luce producono risultati diversi nel corpo. La luce rossa favorisce la produzione di collagene, riducendo le rughe e levigando la pelle, mentre quella luce blu ha un effetto energizzante. La “magia” dell’idroterapia Kaqun risiede però nell’ossigeno, in particolare nella sua capacità di aiutare gli utenti ad aumentare la quantità di ossigeno nei loro corpi assorbendolo direttamente attraverso la pelle. Il corpo – ha spiegato ancora – è una “macchina” che si autoguarisce, ma può farlo solo quando è sufficientemente energizzato”.

Abby Drey adrey@centredaily.com

Il Vitality Wellness Club aprirà al pubblico nelle prossime settimane, giusto in tempo per accogliere gli atleti che correranno il triathlon Ironman di Happy Valley il 30 giugno e le persone che visiteranno lo State College per il Central Pennsylvania Festival of the Arts a luglio.

Maggiori informazioni sui bagni in vasca con Acqua Kaqun

Chemioterapia e radioterapia: il ruolo dell’ossigeno

Pur ammettendo specifiche differenza da caso a caso, una caratteristica comune alla maggior parte dei tumori è data dai bassi livelli di ossigeno. Come dimostrato da numerose indagini, in condizioni di ipossia i tumori hanno generalmente un comportamento più aggressivo e le cellule tumorali subiscono frequenti mutazioni genetiche, sviluppando in tal modo una straordinaria capacità di diffondersi e, quindi, di portare a metastasi. 

L’ipossia (carenza di ossigeno) nella radio e chemioterapia

L’ipossia a livello del tessuto tumorale non solo porta ad una maggiore aggressività del tumore, ma causa anche una bassa risposta alla chemio e radioterapia.
In particolare, l’efficacia dei farmaci antitumorali è risultata essere ostacolata sia dai bassi livelli di ossigeno che dalle condizioni di acidosi del tessuto corporeo dovute alla glicolisi anaerobica, condiszione anch’essa legata alla carenza di ossigeno. Poiché alcuni farmaci chemioterapici richiedono ossigeno per generare i radicali liberi che uccidono le cellule tumorali, gli stessi farmaci si sono dimostrati essere inefficaci (o meno efficaci) nel caso di un cancro particolarmente ipossico.

Studio: “Effects of hypoxia on human cancer cell line chemosensitivity

Efficacia di farmaci utilizzati nella chemioterapia in condizione di ipossia

Per renderne la consultazione più semplice, riportiamo di seguito la traduzione dell’absctract dello studio “Effects of hypoxia on human cancer cell line chemosensitivity” condotto dai ricercatori Sara Strese, Mårten Fryknäs, Rolf Larsson e Joachim Gullbo integralmente consultabile cliccando qui. 

Metodo
Sono stati testati un panel di 19 farmaci disponibili in commercio: 5-fluorouracile, acriflavina, bortezomib, cisplatino, digitossina, digossina, docetaxel, doxorubicina, etoposide, gemcitabina, irinotecan, melfalan, mitomicina c, rapamicina, sorafenib, talidomide, toscritina e tiracanpazamina, per l’attività citotossica sulle linee cellulari tumorali A2780 (ovarico), ACHN (renale), MCF-7 (seno), H69 (SCLC) e U-937 (linfoma). Parti uguali e parallele delle cellule sono state coltivate a diverse pressioni di ossigeno e dopo 72 ore di esposizione al farmaco è stata ne è stata misurata la vitalità (citotossicità in microcoltura fluorimetrica FMCA).

Resistenza mediata dall’ipossia alla radio e chemioterapia
Le cellule ipossiche, cioè in carenza di ossigeno, possono essere resistenti sia alla radioterapia che alla chemioterapia convenzionale.
Gli studi dimostrano l’impatto negativo dell’ipossia sull’efficacia della radioterapia nel trattamento tumorale e, in particolare, nel caso di carcinoma mammario, carcinoma della testa e del collo e carcinoma della cervice uterina. Esistono diverse teorie non escluse per spiegare il fatto che anche la chemioterapia convenzionale abbia un effetto minore sulle cellule tumorali ipossiche. Il pattern vascolare anarchico caratteristico di molti tumori include cambiamenti di calibro, anse e triforcazioni. Unitamente alla distanza tra cellula e vaso sanguigno, ciò diminuisce sia l’esposizione del farmaco antitumorale che la proliferazione cellulare. Poiché l’effetto citotossico è maggiore nelle cellule in rapida divisione, le cellule tumorali a lenta proliferazione lontane dai vasi sanguigni risultano essere meno sensibili alla chemioterapia. Da momento che l’ipossia coinvolge anche le cellule con bassa espressione di p53, di conseguenza l’apoptosi indotta da p53 risulta conseguentemente ridotta nelle cellule ipossiche. Inoltre, in un ambiente normossico (cioè con normali livelli di ossigeno), le lesioni al DNA causate da alcuni farmaci antitumorali sono più permanenti, mentre in un ambiente ipossico si verificano livelli più elevati di ripristino e guarigione. 

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Infertilità femminile e maschile: il ruolo dell’ipossia

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Numerosi studi dimostrano la stretta correlazione tra ipossia e disturbi dell’infertilità sia maschile che femminile

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Infertilità femminile e ipossia

Una condizione di ipossia cronica può facilmente portare all’infertilità in molti soggetti di sesso femminile. La fertilità risulta infatti ridotta anche nelle donne – così come in molte altre specie animali domestiche di sesso femminile – che risiedono in ambienti di alta quota con bassi livelli di ossigeno. In base ad uno recente studio è emerso per esempio che l’esposizione delle pecore all’ipossia da alta quota ha una notevole capacità di influire sullo sviluppo e sulla funzione del “corpo luteo”, struttura vitale dell’ovaio che produce gli ormoni necessari alla gravidanza. Senza un corpo luteo funzionante, la gravidanza non può avere successo. 

Attraverso un ulteriore studio condotto dai ricercatori della Yale School of Medicine sulla riduzione della fertilità femminile legata all’età, gli scienziati hanno scoperto che nelle donne di età superiore ai 40 anni l’ipossia può provocare danni alle ovaie. “Alcune donne rimandano la gravidanza, ma con l’età le cellule del cumulo che circondano e nutrono l’ovulo iniziano a morire; abbiamo scoperto che ciò è causato dalla mancanza di ossigeno”, ha affermato il dott. Pasquale Patrizio, direttore del Centro di fertilità di Yale e professore presso il Dipartimento di ostetricia, ginecologia e scienze della riproduzione.

Infertilità maschile e ipossia

Uomini e animali di sesso maschile producono ogni giorno un elevato numero di spermatozoi: questa produzione di sperma (spermatogenesi) nel testicolo richiede una notevole quantità di ossigeno. Studi sui ratti hanno dimostrato che l’ipossia cronica al testicolo conduce all’oligospermia, cioè ad un basso numero di spermatozoi nel testicolo.
Attraverso uno studio condotto su di un campione di alpinisti, vale a dire su soggetti che trascorrono lunghi periodi ad alta quota, dove i livelli di ossigeno sono più bassi, i ricercatori hanno inoltre documentato che il numero di spermatozoi si abbassava notevolmente rispetto ai livelli pre- partenza, rimanendo molto basso anche al termine della spedizione – quindi una volta tornati al livello del mare – per un periodo superiore ai 6 mesi. L’effetto è tuttavia reversibile ed il numero di spermatozoi ritorna quello di prima dopo circa 2 anni: lo studio conclude quindi che l’ipossia è responsabile della riduzione del numero di spermatozoi di tali soggetti. 

Attraverso uno studio condotto dal Department of Psychobiology dell’Università di Sao Paolo, in Brasile, i ricercatori hanno recentemente indagato la relazione tra apnea ostruttiva del sonno (OSA) e fertilità maschile, scoprendo che le interruzioni intermittenti della respirazione (episodi di riduzione dell’apporto di ossigeno e segno distintivo dell’apnea notturna) sono spesso associate a una ridotta fertilità. È stato inoltre scoperto che l’ipossia associata all’ostruzione delle vie aeree nei pazienti con OSA è anch’essa un importante fattore in grado di concorrere alla riduzione della fertilità.

Simili studi dimostrano la stretta correlazione che intercorre tra una condizione di ipossia, cioè di carenza di ossigeno, e l’insorgenza di numerose problematiche a livello dell’infertilità sia femminile che maschile. Pertanto, contrastare eventuali condizioni di ipossia si dimostra essenziale per ripristinare le funzioni biologiche legate alla fertilità. 

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