Oltre i falsi miti: come assorbire l’ossigeno dall’acqua?

assorbire l'ossigeno dall'acqua

Cercando online informazioni sulle acque ricche di ossigeno, è facile imbattersi nei commenti trancianti di medici, biologi e farmacisti nei forum di salute. La loro sentenza è quasi sempre la stessa: “È una truffa commerciale, l’ossigeno si assorbe con i polmoni, non con lo stomaco. Bere acqua all’ossigeno equivale a respirare con i piedi”. Hanno perfettamente ragione.

Se parliamo delle comuni acque iper-ossigenate vendute in supermercati gourmet o su Amazon, la scienza ufficiale ha in mano tutte le prove per bocciarle. Tuttavia, esiste un’eccezione tecnologica radicale che la maggior parte dei professionisti della salute ancora non conosce, semplicemente perché non si tratta di un’acqua addizionata di gas, ma di una biotecnologia cellulare. Facciamo chiarezza, separando i bluff commerciali dalla biologia reale.

Il grande bluff delle acque all’ossigeno pressurizzate

Il motivo per cui parte della comunità medica è così scettica risiede nelle leggi della fisica. Le normali acque all’ossigeno commerciali (spesso vendute in lattina) vengono prodotte iniettando ossigeno gassoso all’interno del liquido sotto forte pressione.
Questo sistema si scontra con due limiti biologici insormontabili:

  1. L’effetto stappo: Non appena aperta la confezione, la pressione scende e l’ossigeno gassoso inizia immediatamente a disperdersi nell’aria, esattamente come fa l’anidride carbonica di un’acqua frizzante lasciata aperta.
  2. La barriera gastrica: Anche riuscendo a deglutire il gas prima che svanisca, le cellule dello stomaco e dell’intestino non sono progettate per “catturare” bolle di gas macroscopiche. L’ossigeno gassoso si espande nel tubo digerente caldo e viene semplicemente eliminato per via aerea, senza mai raggiungere il flusso sanguigno o i tessuti. È esattamente ciò che succede venendo acqua frizzante: la CO2, per fortuna, non si assorbe, ma viene espulsa per eruttazione. 

Su questo punto, la critica dei medici è sacrosanta: bere queste acque per ossigenare il corpo è scientificamente inutile.

Assorbire l’ossigeno dall’acqua: l’eccezione di Kaqun

assorbire ossigeno dall'acqua

Il motivo per cui l’acqua Kaqun (studiata nei trial clinici internazionali anche sotto il nome di ELO Water) è l’unica della sua categoria a vantare ricerche pubblicate su riviste indicizzate (come PubMed) è che non contiene gas aggiunto a pressione. Non c’è nessuna bolla destinata a svanire.

Il segreto non sta né in cosa viene “messo dentro” l’acqua, né in quale quantità, ma in come è modificata l’acqua stessa. Attraverso un processo elettromagnetico, i legami tra le molecole di idrogeno e ossigeno vengono riorganizzati. L’ossigeno viene letteralmente incorporato in strutture molecolari stabili chiamate cluster.

Questo cambia completamente le regole del gioco biologico e smonta l’obiezione della “respirazione gastrica”. Si può assorbire l’ossigeno dall’acqua.

  • L’assorbimento tramite le Acquaporine: Le cellule del nostro corpo non assorbono i liquidi a caso; utilizzano dei canali microscopici chiamati acquaporine. Poiché l’ossigeno di Kaqun è legato stabilmente alla struttura dell’acqua, esso penetra all’interno della cellula insieme al liquido stesso.
  • Nutrimento diretto per i mitocondri: Una volta dentro la cellula, il cluster si scompone, liberando l’ossigeno direttamente nel citoplasma e nei mitocondri (le centrali energetiche cellulari). Questo processo bypassa completamente la necessità di utilizzare la respirazione polmonare o il trasporto tramite l’emoglobina dei globuli rossi.
In occasione della 7° International Kaqun ELO Water Conference tenutasi presso la Royal Society of Medicine di Londra, il Dr. Sandor Kulin – Scientific Director di Kaqun Water – spiega come l’assorbimento dell’ossigeno dall’acqua sia del tutto naturale per le cellule umane.

Cosa dice la letteratura scientifica

Non per nulla, le acque commerciali contenenti ossigeno inserito a pressione non possono vantare alcuna documentazione clinica. La tecnologia a cluster di Kaqun è supportata invece da studi condotti sia in Europa che in Asia. I test di laboratorio e i trial clinici hanno dimostrato che questo tipo di assorbimento cellulare è in grado di:

  • Contrastare l’ipossia tissutale: Portare ossigeno laddove i tessuti sono infiammati o soffrono di scarso microcircolo.
  • Potenziare il sistema immunitario: Incrementare in modo significativo l’attività delle cellule Natural Killer (NK) e dei linfociti T.
  • Supportare la funzione mitocondriale: Ottimizzare la produzione di energia cellulare, riducendo i sintomi della stanchezza cronica (Brain Fog).

Qui tutti gli studi eseguiti su Acqua Kaqun

Come l’intestino contribuisce all’ossigenazione del corpo

Negli ultimi anni l’idea che l’ossigeno possa entrare nell’organismo anche attraverso il tratto digestivo è tornata al centro dell’attenzione scientifica. Il motivo è semplice: diversi studi sperimentali suggeriscono che l’intestino non sia soltanto un organo digestivo, ma possa contribuire allo scambio di gas con il sangue. Alcune ricerche mostrano infatti come l’ossigeno presente nel tratto gastrointestinale possa diffondersi nei capillari intestinali, contribuendoall’ossigenazione sistemica. Vediamo cosa emerge dalla letteratura scientifica.

L’ossigeno ingerito può entrare nel sangue

Uno degli studi più citati sull’argomento è quello condotto da W. Forth e O. Adam sull’assorbimento intestinale di ossigeno. In questo lavoro sperimentale, pubblicato sull’European Journal of Medical Research, i ricercatori hanno somministrato a conigli acqua arricchita di ossigeno e misurato la pressione parziale di ossigeno nel sangue.
I risultati indicano che una parte dell’ossigeno disciolto può attraversare la mucosa gastrointestinale e raggiungere la vena porta, dimostrando che il tratto digestivo è in grado di trasferire ossigeno al sistema circolatorio.

Studio:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11726308/

Cosa succede quando si beve acqua ricca di ossigeno

Altri studi hanno cercato di capire se il consumo di acqua con concentrazioni elevate di ossigeno disciolto possa produrre effetti fisiologici misurabili nell’uomo. Un trial pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition ha fatto assumere per alcune settimane acqua con contenuto di ossigeno molto elevato rispetto a quello normalmente presente nell’acqua potabile. Lo studio, che non ha rilevato effetti tossici, ha di contro osservato alcune modifiche temporanee nei marcatori biologici legati allo stress ossidativo e al sistema immunitario

Studio:
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S026156140400216X

Cosa succede nello stomaco: le osservazioni con la risonanza magnetica

Un altro filone di ricerca ha utilizzato tecniche di imaging per osservare direttamente il comportamento dell’ossigeno nello stomaco dopo l’ingestione di acqua supersatura.
In particolare, uno studio pubblicato su Magnetic Resonance Imaging ha mostrato che l’ossigeno disciolto può rimanere nello stomaco abbastanza a lungo da modificare localmente i livelli di ossigenazione nel tratto digestivo. Questo dato è interessante perché indica che il gas non si disperde immediatamente prima di arrivare allo stomaco, rendendo possibile un certo grado di assorbimento.

Studio:
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0730725X04000591

Un precedente storico: i “cocktail di ossigeno”

L’idea di introdurre ossigeno attraverso il tratto digestivo non è nuova. Già negli anni ’60, nell’Unione Sovietica, furono infatti sviluppati i cosiddetti “oxygen cocktail”: bevande o schiume arricchite di ossigeno utilizzate in sanatori e strutture sanitarie. Queste preparazioni venivano impiegate per diverse condizioni legate all’ipossia, come malattie polmonari o affaticamento cronico. Benchè la letteratura occidentale abbia per anni considerato queste applicazioni con una certa cautela, rappresentano oggi uno dei primi tentativi sistematici di ossigenoterapia enterale.

Approfondimento:
https://en.wikipedia.org/wiki/Oxygen_cocktail

Revisioni scientifiche recenti

Aumentare l’ossigeno nelle cellule

Negli ultimi anni alcuni gruppi di ricerca hanno ripreso il tema. Una revisione pubblicata nel 2020 sugli effetti biologici dell’acqua arricchita di ossigeno conclude che queste soluzioni potrebbero contribuire alla compensazione di stati ipossici in determinate condizioni fisiologiche.
Va comunque sottolineato che il campo di ricerca è ancora limitato e richiede studi clinici più ampi e indipendenti.

Studio:
https://vietnamjournal.ru/0016-9900/article/view/638454

Il tema è tornato alla ribalta anche grazie a ricerche molto recenti sulla cosiddetta ventilazione enterale, cioè l’idea di utilizzare l’intestino come superficie alternativa per lo scambio di gas. Esperimenti su animali hanno dimostrato che, in condizioni di ipossia grave, l’introduzione di ossigeno nel colon può aumentare l’ossigenazione del sangue e migliorare la sopravvivenza. Queste ricerche confermano un principio fisiologico importante: la mucosa intestinale è capace di trasferire gas nel sistema circolatorio.

Studio:
https://journals-plos-org.translate.goog/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0254619&_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc

Una frontiera di ricerca ancora aperta

Nel complesso la letteratura scientifica suggerisce tre conclusioni principali:

  • l’ossigeno presente nel tratto digestivo può diffondere nei capillari intestinali;
  • liquidi contenenti ossigeno disciolto possono modificare localmente i livelli di ossigenazione;
  • l’intestino possiede, almeno in parte, la capacità di funzionare come superficie di scambio gassoso.

Come accennato, si tratta di un campo di ricerca ancora in evoluzione. Molti aspetti devono essere chiariti con studi clinici più ampi, ma le evidenze disponibili indicano che l’interazione tra ossigeno ingerito e fisiologia umana merita di essere studiata con maggiore attenzione. Da qui l’impegno di Kaqun nel campo della ricerca medica e scientifica sul contrasto all’ipossia. 

Come fa la cellula ad assorbire ossigeno dia liquidi?

assorbire ossigeno dall'acqua

Le cellule di un organismo vivente sono immerse e circondate dal liquido interstiziale, soluzione acquosa attraverso la quale i nutrienti e le sostanze di scarto passano dal sangue ai tessuti e viceversa. Non tutte le cellule di un tessuto  sono infatti direttamente a contatto con i capillari sanguigni che lo vascolarizzano: alcune di esse sono distanti anche sessanta cellule dal capillare più vicino. La funzione del liquido interstiziale è perciò quella di “mediare” tra il capillare e la cellula, permettendo lo scambio di sostanze e nutrimenti, ossigeno compreso.

Dr. Sandor Kulin – 7° International Kaqun Water Conference –  Royal Society of Medicine – Londra 8/12/2018

Per approfondire:
https://www.acquakaqun.it/2019/04/15/come-puo-la-cellula-assorbire-ossigeno-dai-liquidi/