Negli ultimi anni l’idea che l’ossigeno possa entrare nell’organismo anche attraverso il tratto digestivo è tornata al centro dell’attenzione scientifica. Il motivo è semplice: diversi studi sperimentali suggeriscono che l’intestino non sia soltanto un organo digestivo, ma possa contribuire allo scambio di gas con il sangue. Alcune ricerche mostrano infatti come l’ossigeno presente nel tratto gastrointestinale possa diffondersi nei capillari intestinali, contribuendoall’ossigenazione sistemica. Vediamo cosa emerge dalla letteratura scientifica.
L’ossigeno ingerito può entrare nel sangue
Uno degli studi più citati sull’argomento è quello condotto da W. Forth e O. Adam sull’assorbimento intestinale di ossigeno. In questo lavoro sperimentale, pubblicato sull’European Journal of Medical Research, i ricercatori hanno somministrato a conigli acqua arricchita di ossigeno e misurato la pressione parziale di ossigeno nel sangue.
I risultati indicano che una parte dell’ossigeno disciolto può attraversare la mucosa gastrointestinale e raggiungere la vena porta, dimostrando che il tratto digestivo è in grado di trasferire ossigeno al sistema circolatorio.
Studio:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11726308/
Cosa succede quando si beve acqua ricca di ossigeno

Altri studi hanno cercato di capire se il consumo di acqua con concentrazioni elevate di ossigeno disciolto possa produrre effetti fisiologici misurabili nell’uomo. Un trial pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition ha fatto assumere per alcune settimane acqua con contenuto di ossigeno molto elevato rispetto a quello normalmente presente nell’acqua potabile. Lo studio, che non ha rilevato effetti tossici, ha di contro osservato alcune modifiche temporanee nei marcatori biologici legati allo stress ossidativo e al sistema immunitario.
Studio:
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S026156140400216X
Cosa succede nello stomaco: le osservazioni con la risonanza magnetica

Un altro filone di ricerca ha utilizzato tecniche di imaging per osservare direttamente il comportamento dell’ossigeno nello stomaco dopo l’ingestione di acqua supersatura.
In particolare, uno studio pubblicato su Magnetic Resonance Imaging ha mostrato che l’ossigeno disciolto può rimanere nello stomaco abbastanza a lungo da modificare localmente i livelli di ossigenazione nel tratto digestivo. Questo dato è interessante perché indica che il gas non si disperde immediatamente prima di arrivare allo stomaco, rendendo possibile un certo grado di assorbimento.
Studio:
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0730725X04000591
Un precedente storico: i “cocktail di ossigeno”
L’idea di introdurre ossigeno attraverso il tratto digestivo non è nuova. Già negli anni ’60, nell’Unione Sovietica, furono infatti sviluppati i cosiddetti “oxygen cocktail”: bevande o schiume arricchite di ossigeno utilizzate in sanatori e strutture sanitarie. Queste preparazioni venivano impiegate per diverse condizioni legate all’ipossia, come malattie polmonari o affaticamento cronico. Benchè la letteratura occidentale abbia per anni considerato queste applicazioni con una certa cautela, rappresentano oggi uno dei primi tentativi sistematici di ossigenoterapia enterale.
Approfondimento:
https://en.wikipedia.org/wiki/Oxygen_cocktail
Revisioni scientifiche recenti

Negli ultimi anni alcuni gruppi di ricerca hanno ripreso il tema. Una revisione pubblicata nel 2020 sugli effetti biologici dell’acqua arricchita di ossigeno conclude che queste soluzioni potrebbero contribuire alla compensazione di stati ipossici in determinate condizioni fisiologiche.
Va comunque sottolineato che il campo di ricerca è ancora limitato e richiede studi clinici più ampi e indipendenti.
Studio:
https://vietnamjournal.ru/0016-9900/article/view/638454
Il tema è tornato alla ribalta anche grazie a ricerche molto recenti sulla cosiddetta ventilazione enterale, cioè l’idea di utilizzare l’intestino come superficie alternativa per lo scambio di gas. Esperimenti su animali hanno dimostrato che, in condizioni di ipossia grave, l’introduzione di ossigeno nel colon può aumentare l’ossigenazione del sangue e migliorare la sopravvivenza. Queste ricerche confermano un principio fisiologico importante: la mucosa intestinale è capace di trasferire gas nel sistema circolatorio.
Una frontiera di ricerca ancora aperta
Nel complesso la letteratura scientifica suggerisce tre conclusioni principali:
- l’ossigeno presente nel tratto digestivo può diffondere nei capillari intestinali;
- liquidi contenenti ossigeno disciolto possono modificare localmente i livelli di ossigenazione;
- l’intestino possiede, almeno in parte, la capacità di funzionare come superficie di scambio gassoso.
Come accennato, si tratta di un campo di ricerca ancora in evoluzione. Molti aspetti devono essere chiariti con studi clinici più ampi, ma le evidenze disponibili indicano che l’interazione tra ossigeno ingerito e fisiologia umana merita di essere studiata con maggiore attenzione. Da qui l’impegno di Kaqun nel campo della ricerca medica e scientifica sul contrasto all’ipossia.
Come fa la cellula ad assorbire ossigeno dia liquidi?

Le cellule di un organismo vivente sono immerse e circondate dal liquido interstiziale, soluzione acquosa attraverso la quale i nutrienti e le sostanze di scarto passano dal sangue ai tessuti e viceversa. Non tutte le cellule di un tessuto sono infatti direttamente a contatto con i capillari sanguigni che lo vascolarizzano: alcune di esse sono distanti anche sessanta cellule dal capillare più vicino. La funzione del liquido interstiziale è perciò quella di “mediare” tra il capillare e la cellula, permettendo lo scambio di sostanze e nutrimenti, ossigeno compreso.
Per approfondire:
https://www.acquakaqun.it/2019/04/15/come-puo-la-cellula-assorbire-ossigeno-dai-liquidi/


